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L’agriturismo Carcibove nasce da un’idea di un gruppo di persone che, un po’ artisti e un po’ coltivatori, hanno scelto di vivere in un posto al sole vicino a Roma.
Già nel ‘600 tale Anselmo, l’edificatore della omonima “Villa de’Romani” ora divenuta la nostra sede, si ritirava a Carcibove per coniugare l’amore per la natura con la pace dello spirito.
In sintonia con l’ispirazione del luogo noi stiamo provando a renderlo sempre più bello e fruibile nelle sue cose migliori.
Il progetto va avanti tra un abbozzo di scultura in travertino di Gerardo Lo Russo, la coltura di ortaggi assolutamente biologici, e gustosi piatti alle erbe selvatiche.
La Storia: ”Villa De’ Romani a Carcibove”. Così si esprime nel 1656 Angelo Giordano Picchetti, primo storico di Montecelio: “…La Romana, che dalla città di Roma in questa terra si trasferì, anticha e nobile, ha dato in luce a’ nostri giorni Paolo, singolare et egregio dottore di legge…Anselmo suo fratello, di honorati costumi, quale doppo haver con fedeltà servito il medesimo arcivescovo et altri prelati nella Corte di Roma, acquistatosi honesto pecunio e rendita ecclesiastica, ritiratosi in patria se ne visse alla quiete et a se stesso, dedito al gusto della villa, facendo in essa vaghi edificij e fruttuosi pomari a commodità de’ posteri. …I Romani d’antica famiglia han dato in questi giorni principio ad una ben ordinata villa con belli edificij e proseguendola al certo la renderanno più delitiosa, sì per l’amenità del sito come per la bontà dell’aria…” Questa villa, edificata al tempo del Picchetti (prima metà del Seicento) potrebbe essere un ampliamento di quella costruita in epoca anteriore da Anselmo Romani o essere stata fatta ex novo. Il Piccolini (C. Piccolini, Monticelli-Tipografia, arte, etnografia, “AMST”,XIII-XIV, 1933-34 p.65) la identifica, sulla base di documenti non specificati, con il casale Monti sulla cima di Carcibove: “…Era sul colle che regolarissimo elevasi di fronte al Monte Albano, ma più depresso, ove lo spaziosissimo panorama e la silente tranquillità cenobitica renderebbero l’altura adattissima per gli spiriti che rifuggono il frastuono mondano…“ Maria Sperandio – Gruppo Archeologico Latino – Guidonia Montecelio 04/09/1999 (Fonti: Catasto Cesi 1588; Manoscritto Picchetti 1656; Lascito De’Romanis 1725) .
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